Wildflower - CD
 

Recensioni in lingua italiana

# Audio CD
# Data di Rilascio : Europa : 23 settembre 2005 - Regno Unito : 26 settembre - USA : 27 settembre
# Dischi : 1
# Etichetta : A&M Interscope Records (Universal Music Group)

Tracklist

01. I Know Why (Sheryl Crow)
02. Perfect Lie (Sheryl Crow)
03. Good Is Good (Sheryl Crow, Jeff Trott)
04. Chances Are (Sheryl Crow, Jeff Trott)
05. Wildflower (Sheryl Crow)
06. Lifetimes (Sheryl Crow, Jeff Trott)
07. Letter To God (Sheryl Crow)
08. Live It Up (Sheryl Crow, Jeff Trott)
09. I Don't Wanna Know (Sheryl Crow, Jeff Trott)
10. Always On Your Side (Sheryl Crow)
11. Where Has All The Love Gone (Sheryl Crow, Jeff Trott)
12. Wildlower (Acoustic)


Recensione di Marco Cameli

A differenza di quanto letto in giro trovo che sia un disco concettualmente e musicalmente ben legato e strutturato senza particolari preferenze per la prima o seconda parte; logicamente come praticamente tutti i dischi in circolazione ci sono “cadute di tono” qui amplificate dal fatto che queste tracce c'entrano poco musicalmente con il resto del disco e sono più marcate rispetto ad una “Over You” o “Hole In My Pocket” in C'Mon C'Mon per dire.

A proposito di C'Mon C'Mon trovo comunque che ci sia una differenza abbastanza netta soprattutto a livello del messaggio del disco, dei testi (seppur niente per cui perdere la testa) e dei temi trattati; l'unico punto comune è forse nell'artwork dove Sheryl viene proposta ancora troppo belloccia ma in fondo se lei è tuttora splendida ed in più in un periodo felicissimo non è mica colpa sua :-D

Per quanto riguarda le canzoni devo dire che forse anche essendo cresciuto e maturato come ascoltatore il disco mi ha sorpreso e spiazzato molto meno che The Globe Sessions (bello shock aspettavo un disco come Sheryl Crow..) che sono riuscito a “digerire” solo dopo tanti ascolti e grazie ad un'ottima resa live di alcuni pezzi che sul disco onestamente anche dopo anni non riesco a inquadrare bene e li ritengo un po' sospesi tra vari generi ed influenze con un sound poco personale e un po' immaturo (There Goes The Neighborhood, It Don't Hurt e Am I Getting Through I&II). Invece Wildflower mi sembra molto più maturo, naturale e più “album” nel senso che lo si può ascoltare come se si leggesse un libro tanto è evidente il filo conduttore ed il tema dominante del disco (qualcuno potrebbe comunque obiettare che si tratti di un lavoro noioso :-D). A livello di suono pur preferendo arrangiamenti più spartani non mi aspettavo cose tanto lontane da quello che ho ascoltato per non parlare dell'assenza di pezzi rock per i quali chiaramente erano mesi che mi ero messo l'anima in pace rimandando il discorso all'anno prossimo.

Non allungo oltre e passo ai pezzi senza entrare troppo nel dettaglio:

I Know Why (nettamente migliorata rispetto a quello precedentemente ascoltato, bellissima melodia ed arrangiamento con banjo delizioso) voto 9/10

Perfect Lie una canzone alla vecchia maniera di Sheryl (donna sfigata, personaggio in cui spero non si debba mai più riconoscere) con un bel testo, bella performance vocale e bellissima melodia voto 10/10

Good Is Good testo non profondissimo ma si è visto molto di peggio come singolo apripista per artisti maggiormente di fama tra il grande pubblico; bella invece la musica, molto Harrison-esque come già detto fino alla noia. Nota di demerito i toni fin troppo alti per la voce di Sheryl voto 7,5/10

Chances Are già nota ma finalmente e meritatamente album track in un disco che calza a pennello con il testo, le vocals ed il messaggio che vuole trasmettere; non un grandissimo salto di qualità gli arrangiamenti di David Campbell ma era stupenda già di suo voto 9/10

Wildflower ricordo che già all'epoca della prima esibizione allo Tsunami Aid del gennaio 2005 (pur non esente da imperfezioni) parecchi telespettatori non necessariamente fan di Sheryl lasciarono messaggi e commenti entusiastici ed alcuni pensavano si trattasse di un brano classic-rock anni 70 coverizzato da Sheryl; nell'album è senz'altro l'apice del disco sotto tutti i punti di vista con una splendida performance vocale che mi ricorda molto da vicino la mia canzone preferita di sempre (Home) voto 10/10 con lode

Lifetimes qui sono note dolenti almeno per me perché onestamente non capisco perché sia stata scelta per le prime scalette live, per il bonus DVD della deluxe editino e perché risulti tra i pezzi migliori dell'album per tanti (anche il nostro ratmaster benemerito :-D); forse dovrò ascoltarla di più ma sia a livello di testo, musica e vocals non ci trovo nulla che meriti l'inclusione nell'album anzi per me si tratta di una delle peggiori canzoni mai scritte da Sheryl (aho i gusti son gusti..:-D) voto 5/10

Letter To God devo ammetterlo: all'inizio non mi aveva affatto impressionato soprattutto a livello di arrangiamento mentre invece adesso dopo aver anche letto tutto il testo mi piace; tratta di un argomento su cui da secoli ci si interroga riportato all'attenzione di tutti dopo i fatti odierni ed in più mi riconosco praticamente totalmente nel senso di religiosità e sul Paradiso espresso da Sheryl a Sirius Radio voto 9/10

Live It Up l'altro pesce fuor d'acqua; ricorda nell'incedere The Na-Na Song forse ma con un testo molto meno graffiante e sardonico e piuttosto scontato. Un minimo di considerazione in più in quanto se Sheryl fosse al piano nella versione live potrebbe finalmente scatenarsi un pochino come mai non l'abbiamo vista con qualche virtuosismo stile Jerry Lee Lewis ma temo che quando Sheryl diceva che la setlist della prima parte dello show con la filarmonica sarebbe stato su tutte le canzoni di Wildflower tranne 2 si riferisse proprio a Live It Up e I Don't Wanna Know voto 6/10

I Don't Wanna Know tutto abbastanza carino dalle vocals alla musica ma il testo mi sembra leggero ed inoltre è l'unica di cui non ho ben capito il senso – scivola via senza infamia e senza lode per adesso voto 7/10

Always On Your Side bella ballata pianistica che a me è piaciuta tanto forse anche perché sono un fan del vecchio Elton John (fino alla metà degli anni 70); bella melodia, forse troppo sdolcinata per i fans hard-core di Sheryl ma questa è la versione innamorata di Sheryl al piano, lontanissima da Ordinary Morning nello stato d'animo che l'ha ispirata voto 9/10

Where Has All The Love Gone appena sentita alle AOL Sessions sono stato subito fulminato sinceramente; non tutti si riconosceranno in questa canzone (il discorso vale anche per Letter To God) perché imbevuta di politica e sentimenti netti a proposito di guerra e religione; Sheryl stessa e l'etichetta discografica (sul bollino del disco appaiono Good IS Good come singolo apripista, I Know Why come prossimo singolo – nota a margine: Sheryl ancora messa in un angolo perché avrebbe voluto da subito Wildflower come singolo… - e appunto Where Has All Te Love Gone) ne hanno fatto una pietra angolare del disco insieme al brano che da il titolo al disco. Forse l'arrangiamento poteva essere pensato diversamente ma qualcosa di più maestoso e carico avrebbe forse tolto risalto alle vocals ed al messaggio della canzone come forse successe per Love Is A Good Thing pensata prima come hard-rock insieme al vecchio bassista Wadham e successivamente riarrangiata per il disco Sheryl Crow in chiave più lenta e funky; in versione live con tutta l'orchestra al completo potrebbe essere l'highlight assoluto della scaletta voto 9,5/10

Insomma in conclusione, senza voler fare il matematico con una media perfetta dei singoli voti dati ai brani, mi sento di dare almeno un 8-, premiando rispetto al parere di Aleks un po' la seconda parte del disco e dando un minibonus a Sheryl per il coraggio dimostrato nell'intraprendere la lavorazione di questo disco così diverso dagli altri (ma non è una novità tanto grossa: ogni suo album ti spiazza con sound completamente differenti; è anche per questo che ognuno la considera e classifica a modo suo conoscendo forse solo un album o qualche pezzo: chi pop, chi rock, chi country, o addirittura chi blues (??? – per Run Baby Run e What I Can Do For You forse ma è roba di secoli fa). Insomma, alla faccia di quelle facce da culo degli inglesi (scusate la ripetizione) che detesto sempre di più, il disco mi è piaciuto e lo ritengo valido sospendendo solo leggermente il giudizio per quanto riguarda la resa live ma notando con piacere che comunque le cose sono in netto miglioramento per Good Is Good per esempio.

Come disse una volta Ann sul forum SC non mi aspetto mai capolavori indimenticabili da un punto di vista lirico da una canzone (preferisco leggermi un libro o una poesia autentica o magari ascoltare il vecchio Bob Dylan) né novità trascendentali da un punto di vista del suono (cosa vuoi più inventare ormai? Mica voglio ascoltare i Kraftwerk solo perché sono innovativi.

Ad un disco chiedo solo che ponga l'obiettivo su cose che sono sotto gli occhi di tutti e ci inviti magari solo per il tempo dell'ascolto a pensarci un po' più profonflourente, che sia fatto con passione ed autenticità ed in questo Sheryl potrà essere si tacciata di partigianeria ma non di falsità o indifferenza di fronte ai problemi di oggi. Jessica Simpson e simili abitano da tutt'altra parte benché i detrattori vogliano farla passare per una loro versione 40enne. Aspetto con ansia la deluxe edition ed i concerti futuri!


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