Bizzarro racconto pseudoerotico. Protagonisti : Sheryl Crow e Adolf Hitler (...)

No, vi prego, non "guardatemi" storto! Non c'entro niente con quanto leggerete di seguito. Questa
notte (ore 1.30 del 20 settembre 2003) ho ricevuto una sinistra mail da un certo "Guappo". Tale mail
conteneva al suo interno questo pregiato pezzo di letteratura erotica, in grado di far scomparire capolavuori
alla "Histoire d'O"... e che cazzo... in piu', mi scrive anche che non e' nemmeno farina del suo sacco.
Onde per cui, se l'autore dovesse leggere questa pagina, si faccia vivo, in quanto conosco l'indirizzo
di un ottimo psichiatra...ovviamente sto scherzando ;) Anyway, eccovi serviti!

- RITZ -


Uscì dall’auto e passo sotto i flash dei paparazzi, Sheryl Crow correva insieme a lui verso la porta a vetri del Ritz.

Il portiere gli consegnò le chiavi della suite.

"Una splendida trasmissione signor Hitler!"

"Grazie, Harold."

L’ascensore era libero, il ragazzo li portò in pochi minuti al diciottesimo piano. Mentre uscivano
dall’ascensore Sheryl notò il sorriso idiota che si stampava sulla faccia lentigginosa del ragazzo.

Lo champagne e le ostriche erano già sul tavolino, il ghiaccio non si era ancora sciolto.
Adolf riempì il bicchiere della ragazza e poi il suo.

"Alla nostra!"

Sheryl fece un solo sorso, aveva già gli occhi rossi, forse era la coca che aveva tirato in macchina. Adolf fece andare un CD, Californication, lei iniziò a spogliarsi lentamente. Lui si sedette sul letto per godersi lo spettacolo. Lei gli lanciò il reggiseno in testa, gli slip no, non li indossava.

Si avvicinò a lui come una gatta in calore, avanzando come una leonessa che aveva iniziato la caccia. Allungò la mano verso la cintura e, mentre toccava la fibbia, Adolf la allontanò.

"No, no."

Lei lo guardò stupita.

"No, non posso."

Adolf corse verso il tavolo e recuperò i vestiti di Sheryl.

"No, scusami, non posso, vorrei tanto…ma non posso!"

Adolf stava piangendo mentre le riconsegnava i vestiti e la metteva alla porta. Lei si ritrovò
nuda nel corridoio del diciottesimo piano del Ritz.

"Ma sei gay?!"

Si rivestì mentre l’ascensore saliva.

Il ragazzo non poté trattenere una battuta.

"Già finito?"

Lei lo guardò solamente e gli spense il sorriso idiota che aveva stampato sulla faccia.

 

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